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ANISAKIS

Un'allergia alimentare che merita maggiore considerazione


L'anisakis è un verme (nematode) parassita di diversi animali marini che può provocare, nell'uomo, una malattia: l'Anisakidosi.
Questi parassiti si trovano, allo stadio di adulto, nell'addome dei mammiferi marini (balene, leoni marini, foche, delfini), più precisamente nelle viscere e nei muscoli del pesce.
L'anisakis svolge il suo ciclo biologico in ambiente marino. Le uova vengono rilasciate in acqua attraverso le feci dei mammiferi marini e si sviluppano nei vari stadi larvali. Subito dopo la schiusa vengono ingeriti dal primo ospite intermedio, un crostaceo che a sua volta viene ingerito dal secondo ospite intermedio che è un pesce. A questo punto si sviluppa l'ultimo stadio larvale che può passare direttamente al suo ospite definitivo (mammiferi marini) per il completamento del suo ciclo biologico oppure può trovarsi accidentalmente in un altro ospite definito accidentale, che può essere l'uomo se questi si ciba di pesce crudo o poco cotto contenente, al suo interno, la larva di anisakis. Questi nematodi misurano dagli 1 ai 3 cm., vanno dal colore bianco al rosato, sono sottili e tendono a presentarsi arrotolati su se stessi; sono visibili ad occhio nudo (vedi foto).
L'entità e la gravità della malattia dipendono sia dalla quantità di parassiti ingeriti che dalla sensibilità individuale del consumatore. I sintomi vanno da semplici disturbi gastro-enterici (dolori addominali, vomito, diarrea) alla possibile perforazione dell'intestino o dello stomaco, ovvero a reazioni di tipo allergico; i sintomi compaiono dopo qualche giorno dall'ingerimento del prodotto infestato, mentre la flogosi allergica può manifestarsi subito.
Nei nostri mari le larve dell'anisakis si trovano frequentemente nel pesce azzurro.
Nelle acciughe marinate le larve possono vivere fino a circa 50 giorni, mentre gli epitopi (determinanti maggiori con capacità immunogena) rimangono stabili ed attivi per molto tempo. Si ritiene che la presenza d'anisakis è talmente diffusa nei mari oceanici da raggiungere un tasso d'infestazione che và dal 40 al 100% dei pesci.
I prodotti ittici più a rischio sono:

  • pesce sciabola
  • lampuga
  • pesce spada
  • tonno
  • sardine
  • aringhe
  • acciughe
  • nasello
  • merluzzo
  • rana pescatrice
  • molluschi
  • cefalopodi


Alla luce di queste notizie, nel n/s Centro di Allergologia , da diversi anni ricerchiamo, diagnostichiamo e trattiamo l'allergia all'Anisakis in quei pazienti che presentano un'anamnesi suggestiva di questa sensibilizzazione. Lo scopo della nostra indagine non è quella di valutare la diagnosi di Anisakiasi, legata all'ingerimento della larva presente nel pesce crudo o poco cotto, causa di disturbi "prevalentemente" di tipo gastro-intestinali, bensì quello di valutarne l'impatto allergico causato dai determinanti maggiori del verme, capaci di indurre una risposta immunologica di tipo IgE mediata.
Le reagine (IgE) anti anisakis attualmente ricercate sono due:

Ani s 1 - epitopo molecolare maggiore del parassita con capacità immunogena;
Ani s 3 - tropomiosina, costituente essenziale della contrazione muscolare, presente in tutti i vertebrati; questa molecola cross-reagisce con altre tropomiosine.

Nel nostro territorio le cross-reattività più segnalate sono quelle tra Anisakis (Ani s 3), Acari (Der p 10), Gamberetti (Pen a 1 – Pen i 1 – Pen m 1) e Scarafaggi (Per a 7).
In conseguenza a ciò, il paziente allergico agli acari, tramite la cross-reattività delle tropomiosine può presentare allergie ai Gamberi ed all'Anisakis e se questi si reca in luoghi ove è presente polvere e derivati di scarafaggi, può manifestare sintomatologia allergica di tipo respiratorio fino ad un attacco di asma bronchiale.
La diagnostica allergologica per l'Anisakis segue un iter comune a tutti i soggetti sospettati di allergia; si inizia con uno screening di primo livello che in pratica consiste nell'eseguire il prick test specifico.
Il test di secondo livello viene proposto quando è necessario evidenziare la presenza di IgE specifiche circolanti per valutare il grado sensibilizzazione agli allergeni dell'Anisakis; questo test si basa su un prelievo di sangue che ci consente di determinare il dosaggio delle IgE specifiche con metodo Unicap.
Nei casi dubbi è necessario un approfondimento diagnostico con l'ausilio di una nuova metodica molecolare detta “Microarray-Unicap-ISAC” che consente, tra l'altro, di valutare la cross-reattività inalanti/alimenti.
In altri rari casi è utile il test di stimolazione in vitro, con antigene specifico standardizzato di Anisakis, utilizzando la nuova metodica “Flow Cast 2” che mette in evidenza la capacità dell'antigene anisakis a determinare la degranulazione dei basofili (cellule responsabili della liberazione dell'istamina quando queste vengono attivate).
L'istamina è uno dei mediatori finali più importanti della flogosi allergica che causa prurito, eritema ed edema.
La nostra esperienza ed altre evidenze sperimentali, dimostrano, in modo inequivocabile, l'esistenza della Sindrome Allergica da Anisakis in pazienti monosensibili.
L'estrinsecazione clinica prevalentemente è di tipo cutaneo (Prurito -> Orticaria -> Orticaria Angio Edema).

Prevenzione:
- eviscerazione immediata del pesce (non viene quasi mai fatta)
- congelamento rapido (il parassita muore dopo 24 ore a -20°)
- alle alte temperature muore in 15' a 50° C, o attraverso procedure d'affumicatura, marinatura e salagione.

Ciò nonostante è da notare quanto sia difficile eliminare definitivamente le molecole allergizzanti, in quanto sono proteine peptido-termo-resistenti (Audicana et al. 1997).

Conclusioni:
riteniamo che debba essere presa con maggiore considerazione l'interesse di quest'allergia alimentare, causata dall'assunzione di pesce crudo o poco cotto, parassitato dall'Anisakis.



Bibliografia:
  • Akbar A, Ghosh S (January 2005). "Anisakiasis–a neglected diagnosis in the West". Dig Liver Dis 37 (1): 7–9. doi:10.1016/j.dld.2004.09.011. PMID 15702853.
  • Grabda, J. (1976). "Studies on the life cycle and morphogenesis of Anisakis simplex (Rudolphi, 1809)(Nematoda: Anisakidae) cultured in vitro". Acta Ichthyologica et Piscatoria 6 (1): 119–131.
  • Lorenzo S, Iglesias R, Leiro J, et al (July 2000). "Usefulness of currently available methods for the diagnosis of Anisakis simplex allergy". Allergy 55 (7): 627–33. doi:10.1034/j.1398-9995.2000.00471.x. PMID 10921461.
  • Mattiucci S., Nascetti G., Tortini E., Ramadori L., Abaunza P. & Paggi L (2000). "Composition and structure of metazoan parasitic communities of European hake (Merluccius merluccius) from Mediterranean and Atlantic waters: stock implications". Parassitologia 42 (S1): 176–86. PMID 11147556.
  • Orecchia P, Paggi L, Mattiucci S, Smith JW, Nascetti G & Bullini L (December 1986). "Electrophoretic identification of larvae and adults of Anisakis (Ascaridida:Anisakidae)". J Helminthol 60 (4): 331–9. PMID 3794297.


Dr. Salvatore Pugliese
Dir. Scient. Polispecialistica Bios srl

www.biosmedica.it
e-mail: bios.p@tin.it







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