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NUOVE SPERANZE PER LA DIAGNOSI ED IL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE ALLERGICHE


Una nuova tecnica di laboratorio è ora disponibile per la diagnosi delle matlattie allergche.
A detta degli esperti, questa nuova tecnica cambiera’ in modo rivoluzionario l’approccio ed il trattamento delle malattie allergiche.
Queto test permette di individuare, grazie ad un semplice prelievo di sangue, l'eventuale positività ad uno specifico allergene potendo scegliere tra oltre 100 sostanze diverse contemporaneamente, con un conseguente trattamento terapeutico mirato.


Il "RINASCIMENTO" della Diagnostica Allergologica

Le reazioni allergiche sono attualmente un problema che condiziona la vita di milioni di persone, compromettendone una conduzione normale. La loro identificazione (diagnosi) non risulta facile, per tale motivo la consultazione di un esperto del settore (Allergologo), in grado di ottenere una dettagliata storia dei disturbi e sopratutto la consapevolezza di poter disporre di metodi diagnostici (Prick-test, RAST, etc.) sicuri ed affidabili è fondamentale.
Recentemente, al congresso Nazionale di Medicina di Laboratorio tenutosi a Rimini, i massimi esperti del settore allergologico hanno sancito l’utilita’ diagnostica di una nuova tecnica rivoluzionaria: Immuno Solid-phase Allergen Chip (ISAC).
Questa tecnica permette di individuare, grazie ad un semplice prelievo di sangue, l'eventuale positività ad uno specifico allergene (quello capace di determinare la manifestazione allergica) potendo scegliere tra oltre 100 sostanze diverse: inalanti, alimenti, epiteli, muffe ed altro ancora.
L'individuazione avviene con una strumentazione automatica; in sole due ore il laboratorio di allergologia può fornire al clinico ed al paziente una diagnosi precisa riguardo le sostanze specifiche coinvolte nel processo allergico e in che intensità, permettondo la scelta di una terapia precisa e mirata.
Perché l' ISAC è un esame rivoluzionario? Qual’è la sua utilità clinica e quali sono i vantaggi rispetto ad altre metodiche oggi in uso?

Il Dr. Salvatore Pugliese, Specialista in Allergologia Clinica e Direttore Scientifico del Laboratorio di Patologia Clinica Bios di Crotone (KR), ci aiuta a capire i nuovi approcci diagnostici e terapeutici delle reazioni allergiche nella seguente intervista.






1. Che tipo di test viene utilizzato attualmente per fare una diagnosi allergologica precisa?
Dr. S.P.: Sono trascorsi circa 130 anni da quando Charles Blackley, affetto da rino-congiuntivite primaverile, provò su se stesso il primo test allergico (prick test), che tuttora rappresenta l’approccio diagnostico iniziale delle malattie allergiche.

2. Il prick-test e’ un test affidabile e preciso?
Dr. S.P.: Nonostante i diversi tentativi fatti per migliorare tale esame, il prick test non da informazioni precise circa le singole sostanze verso cui il soggetto è allergico o meno. In realtà il test è composto di una miscela di sostanze allergizzanti appartenenti ad una famiglia di pollini o altro ma non individua l’allergene specifico che causa la malattia. Per questo motivo, ci possiamo trovare di fronte a delle positività di scarso significato clinico oppure a false positività.

3. Perché quindi il prick-test viene eseguito nell’iter diagnostico?
Dr. S.P.: Serve come screening di base per orientare lo Specialista ad eseguire esami più approfonditi. Vorrei aggiungere inoltre che il prick-test non è indicato nei soggetti che presentano pelle secca, reazioni orticarioidi (pella arrosata, prurito e bolle), oppure in soggetti che utilizzano farmaci anti-allergici.

4. Esistono dei test più precisi rispetto al prick-test?
Dr. S.P.: Si. Grazie all’ISAC sarà possibile analizzare sostanze che prima non potevano essere valutate cn i comuni test diagnostici (prick-test e RAST).

5. Entrando nello specifico, che differenza esiste tra i test tradizionali e il test ISAC?
Dr. S.P.: La recente diagnostica allergologica molecolare consiste nella sostituzione dell’uso di estratti naturali allergici (usati nel prick-test) con quelli ottenuti tramite tecniche di laboratorio (allergeni ricombinanti) che ci permettano di fare una diagnosi più corretta e, di conseguenza, una strategia terapeutica più mirata. Un esempio concreto: diverse sono le persone allergiche ad una determinata sostanza, per esempio acaro, ma alcuni hanno bisogno del vaccino ed altri no. Questo è dovuto al fatto che esistono diverse molecole che determinano diversi gradi reazioni allergica alcuni severa (necessitano di vaccino) altri molto lievi (che non necessitano di vaccino). Infine alcune di queste sostanze determinano una reazione allergica possono essere riscontrabili in altre sostanze, infatti non e’ raro riscontrare soggetti che allergici agli acari ma che hanno delle reazioni anche a crostacei, lumache, scarafaggi etc. Fenomeno denominato reazione crociata.

6. Che tipo di vantaggi si hanno dall’utilizzazione di allergeni ricombinanti?
Dr.S.P.: I vantaggi dell’uso di allergeni ricombinanti sono essenzialmente tre:
1 – STANDARDIZZAZIONE per definire il reale contenuto allergenico, quale sostanza provoca la reazione allergica in se per se, e quindi strumento terapeutico mirato, molto importante per la preparazione dei vaccini (Terapia Iposensibilizzante Specifica ITS).

2 – POLISENSIBILIZZAZIONE: Valutazione delle sensibilizzazioni primarie, sostanze che provocano la reazione allergica(allergeni), da altre sostanze (cross-sensibilizzazioni/panallergeni) che pur risultando positive, in generale non sono capaci di determinare una buona risposta allergica e quindi ciò è utile per l’orientamento terapeutico da seguire.

3 – DEFINIZIONE DIAGNOSTICA con gli estratti allergenici (prick-test) si identifica solo la sorgente allergenica, per esempio allergia alle graminacee o agli acari etc., ma sfortunatamente non si riesce ad identificare l’entità molecolare (epitopo) responsabile della reazione allergica vera e propria.

Se mi permette un esempio: se bisogna prendere un ladro sarebbe utile sapere esattamente dove sta la casa (nel nostro caso e’ il nostro epitopo) piuttosto che la Citta’ (estratto allergenico: acari) in cui si trova. Così facendo la polizia (vaccino) sa esattamente (terapia mirata) dove andare a prendere il ladro invece di girare a caso.

7. Potrebbe farci un esempio clinico concreto?
Dr. S.P.: Recentemente ho visitato un paziente con oculorinite primaverile (bruciore agli occhi ed irritazione nasale) e broncospasmo (difficoltà respiratoria), riferibili ad una presunta allergia alle graminacee, il quale riferiva nessun miglioramento dei sintomi in seguito all’utilizzo del vaccino, nonostante la stessa diagnosi fosse stata confermata da diversi medici. Abbiamo eseguito un "Prick-test" che ha dato risultato positivo alle graminacee (piante erbacee che pollinano in primavera). Il RAST (esame di laboratorio) conferma la positività alle graminacee. In questo caso è consigliato un trattamento terapeutico iposensibilizzante: il classico vaccino (ITS). Questo e’ l’iter seguito dal paziente. In questo caso. l’ITS non dà esiti certi, perchè non conosciamo gli allergeni specifici delle graminacee. Oltre ai comuni classici test effettuati, abbiamo eseguito in aggiunta il test ISAC che ci ha permesso di dosare gli allergeni specifici delle graminacee, mettendo in evidenza una positivita’ ad un tipo di allergene profilina (Phl p12), che e’ presente nelle graminacee ma a scarsa reattività allergica per cui il vaccino (ITS) non è efficace. Una volta identificato l’esatto profilo allergenico si intraprende il trattamento iposensibilizzante specifico (vaccino o ITS) ed il nostro paziente “miracolosamente” ma direi piuttosto scientificamente ha risolto i suoi problemi primi attribuibili erroneamente alla graminacee.

8. Quindi questo test e’ molto importante per decidere quale terapia intraprendere?
Dr. S.P.: Esatto. Infatti esistono delle positività ad alcune sostanze che non necessitano di terapia iposensibilizzante (vaccino), ma di una terapia farmacologica mirata al sollievo dei sintomi.

9. Quindi non solo si otterrà una diagnosi più precisa ma anche una terapia più mirata?
Dr. S.P.: Indubbiamente. Un’ultima importante considerazione per rimarcare l’indispensabilità di questo test. Recentemente è stato immesso in commercio un vaccino, a compresse, per graminacee con l’allergene Phl p 5b. Sfortunatamente non e’ raro trovare soggetti con allergia alle graminacee ma non necessariamente a questa sostanza bensi’ ad altri alleregeni delle graminacee, per esempio: Phl p 1, Phl p2, etc. Nel seguente esempio una terapia iposensibilizzante (vaccino) non è indicata, perché il paziente non e’ allergico alla sostanza per cui il vaccino agisce (Phl p5b) . Questo è un altro esempio pratico che dimostra come a volte i vaccini non prescritti con razionalità possono non solo determinare insuccessi ma addirittura scatenare effetti indesiderati.

10. E' l'ISAC un test utile anche per l’individuazione delle allergie alimentari?
Dr. S.P.: Per la diagnosi d’allergia alimentare, il test classico fin’ora utilizzato è un test dove si mima in vivo la reazione allergia alla sostanza che il soggetto deve ingerire, per vedere se effettivamente l’alimento sospetto causa il disturbo allergico. Questo test oltre ad essere rischioso, visto che deve scatenare la reazione allergica in vivo è indaginoso e necessita di strutture protette (anestesista) per la sua esecuzione. Con l’ISAC, lo scenario diagnostico cambia notevolmente, perché l’esame è eseguito tramite un semplice prelievo di sangue senza far assumere al paziente alimenti sospetti capaci di provocargli una reazione allergica.

11. Stessa cosa vale per i crostacei (gamberi, aragoste) ed i pesci?
Dr. S.P.: La risposta è si

12. Che prospettiva futura avranno le malattie allergiche?
Dr. S.P.: Purtroppo l’aumento delle allergia sono in costante aumento e una terapia precoce con un diagnosi accurata impedirà l’evoluzione della malattie allergia verso una pandemia, come recentemente suggerito all'ultimo congresso mondiale sulle malatie allergiche. L’importanza di questo test cambierà l’approccio alle allergie, non siamo più di fronte ad una malattia che più o meno era causata da qualcosa e per la cui risoluzione più o meno provavamo un trattamento terapeutico. Adesso siamo arrivati ad identificare con precisione chi e cosa determina la malattia allergica e come trattarla, in maniera mirata e specifica. Questo è il vero motivo della definizione di "test rivoluzionario" per l'ISAC.









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