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AEREOBIOLOGIA




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- INTRODUCTION AND PURPOSOE OF THE WORK

- RISULTATI GRAFICI.

 

Pollini aereodispersi nella Provincia di Crotone

S. Pugliese, F.Salvemini, F.Pugliese - Laboratorio di Patologia Clinica - BIOS sas - Crotone – Italia

F. Vinciguerra – Sezione di Anatomia Patologica e Citologia – ASL 5 – Crotone – Italia

 

Introduzione e scopo del lavoro

Il lavoro consiste nel valutare i dati della determinazione qualitativa e quantitativa dei pollini e delle spore anemofile e le variazioni della concentrazione degli allergeni in rapporto all’ambiente ed al nostro clima mediterraneo. Si ritiene, inoltre, interessante fare un raffronto sulla diversità e sulla concentrazione dei pollini fra due località, non molto distanti tra loro ma, diversi dal punto di vista vegetativo e topografico.

Una stazione di rilevamento (KR2) è situata sul livello del mare, nella città di Crotone, l’altra (CS2) è situata nella località di San Giovanni in Fiore, sull’altopiano della Sila.

Le trappole polliniche delle due stazioni sono poste a circa 18 mt. dal suolo.


Materiali e metodi

La raccolta viene eseguita mediante l’uso di campionatori volumetrici, che si avvalgono del principio dell’impatto per depressione: “pollen trap” (modello VPPS 2000 Lanzoni) provvista di testata settimanale. Il campionatore opera secondo le indicazioni della Associazione Italiana di Aerobiologia che coordina la rete di monitoraggio su scala nazionale.

 

Risultati e valutazioni

I fattori climatici (temperatura,umidità, precipitazioni, intensità luminosa) hanno un ruolo  preminente nel determinare la stagione di fioritura d’ogni pianta; per i granuli pollinici, ad esempio, il vento ha un ruolo determinante, mentre le gocce di pioggia rivestono importanza soprattutto per le spore fungine. Nel 1997, la concentrazione pollinica totale, ha avuto un incremento notevole rispetto a quello degli anni 1996/1998, a causa delle condizioni climatiche caratterizzate da una maggiore abbondanza di precipitazioni ( basati pensare all’alluvione di Crotone, nell’Autunno del 1996).

Nel 1997 abbiamo iniziato a monitorare alcuni micofiti aereodispersi.

 

Alternaria alternata (A.Tenuis) : i Deteuromiceti (funghi imperfetti) sono importanti soprattutto dal punto di vista alimentare e sono patogeni per le piante. Insediandosi sui vegetali e sulle foglie decidue diventano una componente della microflora autunnale. E’ un contaminante di una grande varietà  di alimenti: verdure fresche, cereali e derivati, frutta secca, carni refrigererete e spezie. I miceti, produttori di spore anemofile, sono stati rilevati frequentemente in molti paesi del mondo ( Australia, stati Uniti, Asia); nella nostra zona riscontriamo diverse spore micetiche. In allergologia, per la reattività dei suoi allergeni, l’Alternaria riveste un ruolo molto importante.

Nel nostro territorio i pollini allegizzanti più importanti sono: Le Urticaceae, le Graminacee, le Oleaceae, le Compositae, le Cupressaceae ed altri di minore importanza.

Famiglia Urticaceae: erbe perenni, che non superano i  40 cm. Crescono in terreni aridi ed incolti, tra dirupi, ruderi e crepe delle mura. Si trovano nelle zone pianeggianti e collinari. La Parietaria Judaica rappresenta la specie di maggior interesse allergologico nell’ambito delle Urticaceae. Il suo polline è molto piccolo, quindi è facilmente trasportato dalle correnti d’aria.

Esiste un altro grado di omologia tra gli allergeni maggiori dei pollini della Parietaria Judaica e della Parietaria Officinalis ( è un erba che cresce nelle zone a clima continentale). Sono state segnalati determinanti allergenici comuni con il polline di Morus Alba, e cross reagiscono con alimenti ( basilico, fichi, melone, ciliegia, gelso, ortica, pistacchio); non hanno cross reattività con l’ortica perché hanno determinanti diversi, e tra l’altro quest’ultima non ha interesse allergologico.

Le Urticaceae sono i pollini più importanti presenti nella zona di Crotone. Persistono per lunghi periodi, con livelli superiori alla soglia di sensibilizzazione, con importanti picchi da Marzo a Novembre. Da metà Luglio a fine Agosto si assiste ad una marcata riduzione della conta. La durata della stagione pollinica varia molto con il clima e nei mesi di Marzo e di Aprile tra i pollini allegizzanti quello della Parietaria è il più importante in assoluto. La temperatura mite, l’umidità e le precipitazioni del 1997, hanno determinato un incremento percentuale della conta pollinica della Parietaria, rispetto al 1996 ed al 1998. Nella zona montagnosa di San Giovanni in Fiore, la pollinazione delle Urticaceae inizia con un ritardo di circa un mese rispetto a quella di Crotone, e la concentrazione pollinica è molto ridotta.

Famiglia Gramineae (Graminacee, Poaceae): piante molto diffuse e ovunque presenti. Essi producono pollini che sono al primo posto nel mondo come agenti di pollinosi. Sono circa 9000 specie raggruppate in 650 generi, di cui 120 sono presenti in Italia con quasi 450 specie. Sono frequentemente rappresentate dalle “poa, festuca lolium, dactylis” mentre, nelle aree urbane riscontriamo il cynodon ed il dactylis; le piante coltivate sono rappresentate quasi esclusivamente dal granturco e dal grano.

Gli allergeni delle diverse specie sembrano possedere epitopi identici o simili e questo comporterebbe una forte cross-reattività fra essi, ma solo alcuni sembrano essere specifici di una singola specie.

E’ ormai noto come la iperattività dei pollini delle gramineae è spesso associata a sensibilizzazioni ad alcuni alimenti come vegetali e verdure ( pomodoro, meloni, anguria, agrumi, kiwi, brunoidi, mandorla, arachidi, cereali) che possono essere responsabili, nei soggetti allergici alle gramineae, dell’insorgenza di sintomi quali prurito e edema labiale fino a manifestazioni più gravi e sistemiche ( orticaria-angiodema o sintomi respiratori ad insorgenza immediata “Sindrome Orale Allergica”).

L’allergene più frequentemente coinvolto è la Bet. V2 ( profilina ).

La presenza in atmosfera di polline di gramineae inizia (nell’area crotonese ) in Aprile e continua fino a Giugno con una riduzione a Luglio ed Agosto. Si ha poi una ripresa, generalmente minore, nel mese di Settembre ed Ottobre; ma ciò non crea disturbi clinici in quei pazienti sensibilizzati alle gramineae.

Negli ultimi anni (periodo Luglio – Ottobre) la soglia di sensibilizzazione non si è raggiunta. A San Giovanni in Fiore il periodo di massima concentrazione pollinica si ha nei mesi di Maggio e Giugno.

Famiglia delle Oleaceae: alberi sempreverdi (olea europea, ligustro, frassino). L’ Olea fiorisce nei mesi di Maggio e Giugno, in modo spontaneo, in luoghi rocciosi e secchi, in aree pianeggianti e collinari e fino a 600-700 mt. di altezza. Questo albero è largamente coltivato in tutto il centro- sud.

E’ caratteristica l’alternanza biennale di produzione di questi pollini.

Nel 1997, oltre alle favorevoli condizioni climatiche, si è aggiunta l’annata produttiva che ha determinato delle cariche polliniche veramente imponenti, contando in un solo giorno oltre 220 granuli/m3 , con un incremento pollinico di circa il 400% rispetto alla conta degli anni 1996-1998.

La sensibilizzazione ha grande importanza clinica in tutta l’area mediterranea.

La prevalenza nella nostra zona può raggiungere il 40% dei soggetti allergici. Ha un certo grado di croos-reattività con altri pollini (lolium, cynodon) e con quelli di alberi della stessa famiglia, anche se questi hanno meno potere allergizzante dell’olivo.

Questo polline, che ha allergeni particolarmente aggressivi, è causa di rino-congiuntivite e, in circa metà dei casi, di asma bronchiale.

 

Tra i pollini di minore interesse allergologico registriamo:

Le Compositae (Asteraceae) : ampiamente diffuse in natura, e presenti, quasi ovunque, con numerosi generi e specie. Alcune specie, come il girasole sono spesso oggetto di coltivazione nelle aree pianeggianti ai margini delle città, altre sono spontanee o avventizie nei prati, e negli incolti. L’Ambrosia è assai diffusa nell’America del Nord, in Ungheria e di recente anche nel Nord Italia ( Lombardia e Piemonte). E’ un polline altamente allergizzante, e presenta cross-reattività con l’Artemisia. Questa erba aromatica, presente nella nostra zona, fiorisce soprattutto nell’area di San Giovanni in Fiore nel periodo Agosto-Settembre. Si assiste anche ad una cross-reattività tra polline di Compositae ed alimenti vegetali ( sedano, prezzemolo, carota, cicoria, camomilla, finocchio, castagna, melone, banana, miele, olio di girasole). La cross-reattività sembra correlata alla presenza di proteine strutturali “profiline” presenti nei pollini di differenti famiglie vegetali ed in alcuni alimenti

 

Famiglia delle Cupressaceae: alberi sempreverdi, fioriscono nei mesi di Febbraio - Aprile. Crescono dalla pianura fino a 700 mt. di altezza in aree a clima caldo asciutto. Molto diffuso nell’area mediterranea dove è coltivato per scopi ornamentali, per il rimboschimento e come frangivento lungo le coste. Meno diffuso è il cipresso dell’Arizona, la cui pollinazione inizia a fine Dicembre. Della stessa famiglia fanno parte anche i ginepri e le tuje con fioriture in Marzo - Aprile. Sono pollini allergizzanti, ma a causa della loro precocità stagionale sono spesso misconosciute. I cipressi insieme ai pollini del nocciolo e dell’ontano caratterizzano la pollinosi invernale. In alcune zone meridionali si ha una sensibilizzazione del polline del cipresso fino al 255 di pazienti allergici.

Nell’atmosfera di Crotone rileviamo pollini delle cupressaceae per periodi piuttosto lunghi ( Febbraio – Maggio) con picchi pollinici sopra la soglia di sensibilizzazione;  mentre in quella di San Giovanni in Fiore la loro pollinazione è scarsa.

Famiglia delle Fagaceae: i pollini di Fagaceae (quercia, faggio, castagno) rivestono un ruolo minore in campo allergologico anche se, spesso svolgono un ruolo di supporto e/o un azione esacerbante nei confronti della sensibilizzazione principale.

In particolare i pollini di castagno possono essere responsabili di una sintomatologia allergica.

E’ stata documentata allergia respiratoria al polline di castagno sia con cuti-reazioni sia con dosaggio d’IgE specifiche e “challenge” specifico.

Il polline di castagno può dare cross-reattività con altri pollini ( per es. betulla) e nel 1993 Hirschwehr et al. Hanno isolato l’elemento allergenici maggiore del polline di castanea sativa che presenta analogie con determinanti Bet V1 e con Bet V2 del polline di betulla.

Nella nostra zona registriamo lunghi periodi di pollinazione che vanno da Aprile a Luglio. Il castagno pollina nei mesi di Maggio e giugno con picchi di pollinazione importanti tanto da determinare sensibilizzazioni; per questo motivo meriterebbe maggiore attenzione.

Famiglia delle Pinaceae: esistono opinioni contraddittorie sull’allergenicità dei pollini appartenenti a questa famiglia ( pini, cedri, abeti). Sono caratterizzati da un abbondante produzione di polline anemofile, come si verifica nell’area di San Giovanni in Fiore, nel periodo di Maggio e Giugno.

Pochi sono i lavori sull’allergia ai pollini di pinaceae, pertanto riteniamo importante studiare questo polline specie in quell’area in cui vivono pazienti affetti da sintomi allergici da pollinosi.

Famiglia Betullaceae e Corylaceae: le Betullaceae ( betulle e ontani) e le corylaceae ( noccioli e carpini) insieme alle cupressaceae sono responsabili di manifestazioni allergiche nei primissimi mesi dell’anno tanto che, si può parlare d’allergia invernale da specie arboree per questi pollini. I pazienti con pollinosi da betullaceae – corylaceae presentano un elevata incidenza d’ipersensibilità ad alcuni alimenti vegetali quali nocciola, mela ( polpa e semi ) ed manifestazioni cliniche riferibili alla “ Sindrome Orale Allergica”. La caratterizzazione d’allergeni comuni presenti sia nella mela sia nella betulla e quelli tra pollini di quest’albero e svariati tipi di frutta spiegherebbero perché l’assunzione di questi elementi può provocare anche sintomi d’allergia respiratoria. Nella zona del crotonese questi pollini sono presenti in concentrazioni sufficienti a manifestare sintomatologia clinica.

Scarso è lo studio e l’interesse di pollini della famiglia delle Chenopodiaceae rappresentate principalmente dalla Salsola, dal Farinaccio ed Amaranto che ha la cross reattività tra loro perché hanno allergeni in comune, altrettanto dicasi per le famiglie delle Poligonaceae (rumex), l’ Euphoriaceae (mercurialis), le Cannabceae (humulus) e Plantaceae (plantus).

 

Considerazioni finali:

Le indagini aerobiologiche protratte nel corso degli anni sono necessarie per evidenziare eventuali variazioni botaniche nell’area in cui avviene lo studio e/o l’eventuale comparsa di nuovi pollini allergizzanti nonché sono importanti da un punto di vista diagnostico-clinico e terapeutico comparando dati anamnestici, sintomatologia clinica e variazioni di granuli pollinici di rilevanza allergologica.

 




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