Calprotectina Fecale

Un nuovo test diagnostico per i disturbi intestinali

Il dolore addominale, il classico mal di pancia, è uno dei problemi più frequenti riscontrabili nei soggetti che soffrono di disturbi dell'apparato digerente e che costringe, chi ne é affetto, a rassegnarsi ad una situazione fastidiosa che si ripercuote sulla vita di ogni giorno.

Un primo approccio per risolvere tale disturbo, da parte del medico, è cercare innanzitutto di capire se l'origine del dolore è di tipo organico (Rettocolite Ulcerosa, Morbo di Crohn, Malattia infiammatoria intestinale cronica, Allergie alimentari, Tumori Rettocolici, etc.) oppure funzionale (Sindrome del colon irritabile, Sidrome da malassorbimento, etc).

I sintomi caratteristici di queste patologie sono per la maggior parte delle volte sovrapponibili1, di conseguenza per cercare di fare una diagnosi precisa è fondamentale ricorrere all'uso di strumenti diagnostici costosi ed invasivi (colonscopia) oppure alla somministrazione di traccianti radioattivi (leucociti marcati con In-111)2. Tuttavia i test di laboratorio finora utilizzati per la flogosi intestinale sono poco sensibili e specifici (VES, PCR, EMOCROMO) per poter effettuare una diagnosi precisa3.

Il test della calprotectina fecale è un esame affidabile, ripetibile ed eseguibile su un campione di feci. Tale test ha assunto un ruolo di prima scelta nello screening delle patologie addominali dagli esperti del settore. La calprotectina è una proteina presente nelle cellule responsabili dell'infiammazione (leucociti neutrofili, monoliti, etc)4.

Durante il processo infiammatorio, in seguito alla morte di queste cellule, si ha il rilascio della calprotectina a livello della mucosa intestinale nel sito dell'infiammazione. In seguito al suo rilascio, questa proteina si lega a ioni calcio diventando resistente all'attacco metabolico dei batteri e degli enzimi intestinali (proteasi intestinale)5,6. In tal modo, la calprotectina è eliminata tramite le feci intatta e, come tale, può essere quantificata e misurata tramite un semplice test di laboratorio. Diversi studi hanno mostrato come tale test sia molto più sensibile della stessa endoscopia nell'identificare precocemente remissioni della malattia intestinale cronica soprattutto nei bambini7. Per valori maggiori di 50 ?g/g il test conferisce una sensibilità pari al 100% ed una specificità del 92% nel distinguere la malattia intestinale cronica (IBD), soprattutto nei bambini, rispetto a patologie gastroenteriche di tipo funzionale2.

Esso trova inoltre la sua utilità nel follow-up del Morbo di Crohn e della Rettocolite ulcerosa, altrimenti eseguibili tramite colonscopia, esame invasivo, costoso e non frequentemente ripetibile. Tale test è anche e soprattutto utilizzato nei disordini addominali dei bambini, essendo la colonscopia in questi soggetti eseguibile dopo anestesia 8.

La scintigrafia con leucociti marcati con Indio 111, è il gold standard di riferimento per l'individuazione e la misurazione dell'attività infiammatoria intestinale, ma ha la limitazione di essere un test costoso, con emissioni di radiazioni e non disponibile in tutti i centri 9.

Inoltre uno studio condotto da ricercatori Norvegesi ha mostrato una correlazione positiva tra livelli di calprotectina fecale e scintigrafia addominale, sostituendo così la stessa scintigrafia8.

L'entità dell'infiammazione intestinale corrisponde ad una diversa concentrazione dei livelli di calprotectina:

Valori di Laboratorio

Significato Clinico:

<15 micro g/g Infiammazione intestinale (indicativa di infezione batterica intestinale)

15-60 micro g/g Infiammazione acuta della mucosa intestinale

> 60 micro g/g Alto grado di infiammazione della mucosa intestinale

In conclusione, questo test semplice, riproducibile ed economico è principalmente indicato nella diagnosi dei disordini dell'apparato digerente, nel monitoraggio della malattia intestinale cronica, nella rettocolite ulcerosa e nel morbo di Crohn, evitando un precoce e prematuro esame endoscopico.

Dr. Salvatore Pugliese

Dir. Scient. Polispecialistica Bios srl

BIBLIOGRAFIA

1. Tibble, J.A., Sigthorsson, G., Foster, R., Forgacs, I. & Bjarnason, I. Use of surrogate markers of inflammation and Rome criteria to distinguish organic from nonorganic intestinal disease. Gastroenterology 123, 450-460 (2002).

2. Bonnin Tomas, A., Vila Vidal, M. & Rosell Camps, A. [Fecal calprotectin as a biomarker to distinguish between organic and functional gastrointestinal disease]. Rev Esp Enferm Dig 99, 689- 693 (2007).

3. Suffredini, A.F., Fantuzzi, G., Badolato, R., Oppenheim, J.J. & O’Grady, N.P. New insights into the biology of the acute phase response. Journal of clinical immunology 19, 203-214 (1999).

4. Dale, I., Brandtzaeg, P., Fagerhol, M.K. & Scott, H. Distribution of a new myelomonocytic antigen (L1) in human peripheral blood leukocytes. Immunofluorescence and immunoperoxidase staining features in comparison with lysozyme and lactoferrin. American journal of clinical pathology 84, 24-34 (1985).

5. Roseth, A.G., Fagerhol, M.K., Aadland, E. & Schjonsby, H. Assessment of the neutrophil dominating protein calprotectin in feces. A methodologic study. Scandinavian journal of gastroenterology 27, 793-798 (1992).

6. Fagerhol, M.K. Nomenclature for proteins: is calprotectin a proper name for the elusive myelomonocytic protein Clinical molecular pathology 49, M74-M79 (1996).

7. Berni Canani R, T.G., Rapacciuolo L, Miele E, Siani MC, Puzone C, Cosenza L, Staiano A, Troncone R. Faecal calprotectin as reliable non-invasive marker to assess the severity of mucosal inflammation in children with inflammatory bowel disease. Dig Liver Dis (2008).

8. Roseth, A.G., Schmidt, P.N. & Fagerhol, M.K. Correlation between faecal excretion of indium- 111-labelled granulocytes and calprotectin, a granulocyte marker protein, in patients with inflammatory bowel disease. Scandinavian journal of gastroenterology 34, 50-54 (1999).

9. Verdu Rico, J., et al. [99mTc-HMPAO-leukocyte-labeled scintigraphy in the detection and followup of inflammatory bowel disease]. An Pediatr (Barc) 64, 457-463 (2006).

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